Fondazione Jacopo Onlus

      “ Una occasione di turismo accessibile” - FONDAZIONE JACOPO ONLUS

 

Fondazione Jacopo: perché?

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L’idea che la vita, la sofferenza e, soprattutto, la gioia dei sentimenti fosse cosa da condividere in tutto l’arco della giornata, e di ogni giornata, ha radici antiche per me e mio marito Giovanni.
E poi è nato Jacopo che, fin da piccolissimo, ha avuto una affannosa sequenza di malattie gravi, che ne hanno pregiudicato l’autonomia e la capacità di relazione ed hanno pesantemente inciso nel clima e nelle scelte della nostra storia di coppia, rafforzando in noi la voglia di affiancarci ad altre vite a rischio di esclusione e di implosione.
L’idea di vivere in comunità con chi ha bisogno di un porto da cui ripartire si è incarnata in molti modi per noi da allora ed è stata una comunità altalenante, con sedi e configurazioni diverse, tra Firenze e Val di Sieve, ma sempre composta da famiglie di persone disabili o con problemi di Salute Mentale insieme a chi, generosamente, si è sentito di salire sulla stessa barca.
E’ così che abbiamo preso l’avvio, dopo anni di preparazione dei luoghi da adeguare e ristrutturare, per accogliere piccoli nuclei di persone che speriamo trovino nelle case accanto a noi un momento di sollievo, ma anche di promozione personale, attraverso eventi artistici, incontri culturali, seminari, in un ambiente gradevole, in campagna ma non isolati, dove si possano trovare anche possibilità di avvicinarsi o riavvicinarsi a un lavoro, confrontandosi con le attività ortive, vivaistiche o dedicate alla coltura dei piccoli frutti che stiamo cercando di impiantare soprattutto a Scopeti, una frazione oltre Rufina, dove sono previste anche case-vacanza per scambi di più ampio respiro.
Mio marito ed io abbiamo intrapreso una strada difficile che richiederà l’aiuto di tutti, concittadini, cittadini e istituzioni per aiutarci a vicenda nel ricostruire insieme, e non solo per noi, armonie ed equilibri mai perduti per sempre, forse solo dimenticati, ma sepolti nella mente e nel cuore, messi probabilmente in fuga da paure e incertezze che, quando si riaffacceranno, mi auguro non impediscano a nessuno di fare il passo dopo, di resistere ancora, almeno fino a domani.


Vanna Spolveri